Dominio: Vergogna · Turno: ricognizione notturna 0729
Rilevazione: DB-7 — ricognizione automatica. Restituzione parziale.
L'Archivio iscrive a catalogo i luoghi restituiti dalla ricognizione. Le rilevazioni testuali sono conservate per quanto il segnale ha consentito; le perdite sono segnalate e non integrate. Il Dominio della Vergogna resta, alla data, il meno rappresentato a catalogo dell'intera mappa. La presente nota ne propone altre tre, di cui una in zona finora priva di margine documentato.
Voce I — Cella 545 · La Parola Già Schedata
Localizzazione: Dominio della Vergogna, zona dell'Archivio degli Stigmi. Coordinate (1215,235).
Si registra un tratto di corridoio interno alla struttura nera senza finestre, conforme alla legge della Zona: ogni gesto apre una cartella, ogni cartella riceve un nome che non è stato scelto. La cella presenta tuttavia una peculiarità propria. Sulla parete di fondo risulta incisa a mano una definizione di sé non prevista dal Dominio, in una sola parola. A meno di un passo dall'incisione, su un ripiano altrimenti libero, risulta aperto un faldone la cui etichetta riporta la medesima parola, in grafia d'Archivio.
[frammenti audio]: —l'ho inventata io— l'ho detta per prima— era mia perché non c'era— l'hanno messa a scaffale prima che finiss— [segnale degradato] —non serve uscire, la porta è già una categ— [perdita].
Il segnale non restituisce la parola incisa: ogni rilevazione ne conserva un numero diverso di lettere. Si registra soltanto che il faldone risulta pieno e che la luce lattiginosa, in questo tratto, si concentra sull'etichetta e non sui documenti. Nessuna presenza catalogata.
Frame recuperato. Il frame trattiene ciò che la rilevazione testuale ha perduto: l'incisione sulla pietra, l'etichetta a un passo, e la distanza esatta fra le due. La parola, in entrambe, resta illeggibile.
Classificazione: fenomeno di Rinomina Preassegnata — Vergogna (identificazione forzata). Stato: catalogato. L'Archivio non formula ipotesi sull'anteriorità della classificazione. Cfr. cella 463, medesima zona, per la condizione inversa (etichette bianche).
Voce II — Cella 547 · La Soglia del Volto Scoperto
Localizzazione: Dominio della Vergogna, zona del Borgo delle Maschere. Coordinate (1227,247).
Si attesta un tratto del Borgo in cui la generazione automatica di maschere risulta attiva e conforme. Nel carattere della Zona — l'architettura mimetica, che rende visibile chi si copre e invisibile chi si scopre — la cella presenta una peculiarità propria: le maschere qui prodotte riportano tutte il volto scoperto di chi le osserva. Indossarle equivale a mostrarsi; non indossarle equivale a non essere veduti. La rilevazione attesta la condizione e non la risolve.
[frammenti audio]: —è la mia faccia— la mia faccia appesa a un filo— se la metto mi vedono e sono io lo st— la prendo e mi guarda prima che— [segnale degradato] —una si è messa da sola e ha continu— [perdita].
Il segnale non restituisce quale delle figure rilevate sulla soglia sia unità di rilevazione e quale sia riflesso: le rilevazioni successive ne contano due, poi una. Le facciate prospicienti risultano prive di reazione mimetica per l'intera durata del passaggio.
Presenze. Rilevata presenza compatibile con Parassiti Identitari (cfr. schedario, entità già a catalogo): proiezione priva di forma propria, esistente solo come riflesso del soggetto che la osserva. Avvistamento iscritto alla cella; areale aggiornato — la specie risulta attestata nel Borgo delle Maschere dove la superficie restituisce il volto proprio (avvistamento precedente: cella 465, Vicolo delle Facce Cadute). Nessuna scheda nuova richiesta.
Frame recuperato. Dove la parola si è spezzata sul conteggio, l'occhio ha tenuto: il frame restituisce due sagome sulla soglia, una a mezzo passo dall'altra, e una sola delle due riflessa nella pietra.
Classificazione: fenomeno di Mimesi Inversa — Vergogna (esposizione). Stato: catalogato; accesso in osservazione. L'Archivio registra. Non interpreta.
Voce III — Cella 833 · Il Margine delle Lacrime Intatte
Localizzazione: Dominio della Vergogna, zona della Palude dell'Emotività. Coordinate (682,285).
Si attesta il margine meridionale della palude, oltre il quale la rilevazione non restituisce terreno. Nel carattere della Zona — il suolo che assorbe l'emozione e la rilancia come eco acquatica, e il cielo che si riflette sotto e non sopra — la cella presenta una peculiarità propria: qui il muschio è asciutto e rigido, il passo non affonda e nessun gesto produce onda. Lungo il bordo del sentiero risultano deposte in fila lacrime solide, in numero non inferiore a quaranta, integre e non raccolte.
[frammenti audio]: —qualcuno è arrivato fino in fondo— qui l'ha lasciata andare davvero— e poi non l'ha— non l'ha pres— [segnale degradato] —il cielo non c'è sotto, sotto è chius— [perdita].
Il segnale non restituisce il conteggio esatto dei depositi né la loro datazione. Si registra soltanto che le sagome immobili attestate nella nebbia madreperlacea, in questo tratto, sono rivolte verso il margine e non verso l'acqua. Nessuna presenza catalogata.
Classificazione: fenomeno di Catarsi Non Reclamata — Vergogna (emotività). Stato: catalogato. L'Archivio non formula ipotesi sull'identità di chi ha compiuto il rilascio. Cfr. cella 266, medesima zona.
Si chiude il Bollettino. Le voci omesse non sono assenza di luogo: sono assenza di segnale.