ID
MPAU-023
Esito
Riuscita
Corpi Compatibili
Diletta Ciurmaglia
Zona
Bosco dell'Attesa
Dominio
Paura

// Rapporto di missione

La Tenda Che Non Risponde

Prelievo di Materia Iridescente dal giacimento anomalo segnalato in catalogazione (BCAT-PAU-0727, cella 3440). Sopralluogo classificato a basso rischio: assegnazione in solitaria per una raccolta di routine su un punto di sosta già rilevato.

Materiale conferito entro i parametri. Prima attestazione documentata di escalation della creatura "Gli Attesi" fino al grado III (sfiorato). Operatrice rientrata autonomamente tramite contromisura secondaria, non da manuale — nessun precedente a registro.

La panchina di ferro

// Attraversamento (00:00)

Attraversamento solitario dal vano tecnico di Ostiense. Transizione liquida, breve. Diletta tiene il registratore in mano fin dal primo istante, come fa sempre: «Tanto vale cominciare da qui».

// Il Punto di Sosta (00:05)

Bosco dell'Attesa, cella 3440. Panchina rivolta verso il fitto, altalena sospesa a nulla, tenda da campo chiusa e illuminata dall'interno. Diletta la riconosce dalla scheda BCAT-PAU-0727 e comincia a documentare a voce, come sempre: descrive l'assenza di usura, i tiranti tesi, il telo asciutto. «Sembra nuovo. Non è nuovo, è… mai toccato».

// Il Nastro Che Si Ferma (00:14)

Tenta di registrare la tenda da vicino. Ogni traccia audio si arresta un istante prima di ciò che dovrebbe seguire: un passo che non finisce di suonare, una luce descritta a metà frase. Riascolta tre volte lo stesso passaggio: si interrompe sempre nello stesso punto esatto. Per la prima volta il suo strumento non fissa niente. Reazione professionale, non ancora personale: «Ok. Ok, questo non l'avevo mai visto».

// La Panchina di Ferro (00:24)

Si siede sulla panchina "un momento" per riascoltare meglio il nastro. Il corpo le arriva prima della mente: le spalle, la postura, lo stesso abbassamento di Ostiense. Riconosce la propria panchina di ferro — le tre ore, la fonte che non si è presentata, l'articolo scritto comunque e poi spento. Non lo dice ad alta voce. Lo scrive, un istante, sul taccuino: due parole, poi si ferma da sola.

// Il Racconto Che Si Costruisce Da Solo (00:33)

Comincia — per mestiere, non per scelta — a narrarsi dentro l'arrivo che sta per compiersi nella tenda: chi potrebbe essere, cosa direbbe, come finirebbe la storia se solo restasse abbastanza. È esattamente il gesto che fa sempre con il mondo: restituire in racconto ciò che vede prima che finisca di accadere. Qui, narrarlo lo alimenta: il giacimento cresce a ogni giro di narrazione interiore. Non se ne accorge: crede di stare solo aspettando un dato in più da scrivere.

// La Sagoma Che Aspetta (00:46)

Si vede da fuori, per un istante, come se il registratore in mano fosse quello di un'altra: una donna seduta su una panchina rivolta verso il fitto, allestimento intatto, in attesa di qualcuno che ha già smesso di aspettare da qualche altra parte, tre ore, quindici anni fa. Riconosce che sta per diventare esattamente quello che descrive nelle sue schede: un punto di sosta perfetto, mai usato fino in fondo. Non parla. Non straripa in parole, contro il proprio canon: qui cede senza voce, nel corpo che si irrigidisce sulla panchina, dita strette sul registratore fino a farsi bianche le nocche.

// Il Gesto (00:53)

Si alza. Non ha deciso a parole di farlo: lo fa con le mani, prima di finire di pensarlo. Scioglie i tiranti della tenda, uno a uno. Segna il legno della panchina con l'unghia, poi con una chiave, finché non lascia un segno vero. Sporca il telo con terra smossa. Le dita si scorticano leggermente contro la corda tesa. Non è rabbia: è l'unica cosa che le resta da fare che non sia scrivere.

// La Raccolta (01:00)

Nell'istante in cui l'allestimento perde l'integrità, il giacimento si stacca da sé al centro del punto di sosta: un deposito minuscolo, opaco, senza luce propria. La luce dentro la tenda si affievolisce e si spegne prima che qualsiasi cosa vi compaia. Diletta lo raccoglie con le mani nude, senza guanti — non ci ha pensato. Non guarda più verso la tenda spenta.

// Attraversamento di Ritorno (01:06)

Rientro al vano tecnico di Ostiense. Helena attende con il cronometro: 1h 09m su 1h 11m. Consegna del materiale. Alla domanda di rito sull'esito, Diletta risponde: «Ho preso la cosa e non ho preso la risposta». Helena la guarda più a lungo del solito e non chiede altro. Quarantena 24h.

// Rapporto integrale

▸ Rapporto Lucilla 2.0 — dossier integrale (PDF)

// Reperti collegati

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